Il termine biodiversità descrive la varietà di esseri viventi (animali, piante e microrganismi), così come li conosciamo oggi, e i cicli naturali che regolano la vita sul nostro Pianeta. La diversità biologica o biodiversità, è frutto dell'evoluzione naturale di 3 miliardi e mezzo di anni e, in modo più determinante, dell'azione dell'uomo.
Nel 1992 la Convenzione per la Diversità Biologica di Rio de Janeiro, ha dato una definizione del concetto di biodiversità: "L'espressione diversità biologica significa la variabilità degli organismi viventi di ogni origine, compresi gli ecosistemi terrestri, marini ed altri sistemi acquatici, ed i complessi ecologici di cui fanno parte; ciò include la diversità nell'ambito della specie, e tra le specie degli ecosistemi".
Per rendere più chiaro questo concetto si può dire che per biodiversità si intende la "diversità tra gli organismi viventi provenienti da tutti gli ecosistemi terrestri, marini e acquatici." In ambienti diversi come i deserti, le foreste, le zone umide, le montagne, i laghi o i fiumi, la vita è possibile grazie all'adattamento di determinate specie, incluso l'uomo, ad un particolare habitat. Il rapporto tra specie ed ecosistemi determina la diversità ecosistemica. Allo stesso modo, ci accorgiamo facilmente che la vita si presenta in forme estremamente varie: dai batteri, all'erba, agli alberi, agli animali, agli altri uomini.
La diversità di specie e genetica è nel bagaglio genetico di ogni essere vivente, che ci permette di distinguere specie tra loro diverse e, all'interno di queste, i singoli individui. Ciò che caratterizza la nostra epoca è che una specie da sola, l'uomo, è causa di estinzione di molte altre specie. Per le conseguenze irreversibili che il fenomeno provoca su tutti gli esseri viventi e per il benessere stesso dell'umanità, sono state avviate diverse iniziative.
In ambito comunitario, l'Europa si è posta l'obiettivo ambizioso di fermare la perdita di biodiversità entro il 2010 lanciando la campagna "Countdown 2010". A livello globale, con l'obiettivo di conseguire una riduzione significativa del tasso attuale di perdita di biodiversità, è stata proclamato il 2010 come "Anno Internazionale della Biodiversità". L'iniziativa si presenta come una campagna mondiale di sensibilizzazione e di informazione per promuovere la difesa della biodiversità e richiamare le autorità internazionali, la società civile e i singoli ad adottare comportamenti maggiormente consapevoli dell'ambiente che ci circonda, per uno sviluppo più sostenibile.
La biodiversità è essenziale per il mantenimento di quella rete di connessioni e sistemi vitali che provvedono a fornirci cibo, salute, fonti energetiche ma anche svago e divertimento.
La biodiversità fornisce quindi all'economia e alla nostra società dei veri e propri servizi, cosiddetti ecosistemici, indispensabili: senza di essa verrebbero compromessi la nostra qualità della vita, la competitività economica, l'occupazione e la sicurezza.
Pensare di sostituire i naturali meccanismi con la tecnologia si dimostrerebbe un'operazione estremamente costosa se non impossibile da attuare. Sarebbe impossibile, per esempio, replicare su vasta scala il processo di impollinazione, svolto in natura da uccelli e insetti, o i complessi sistemi di regolazione naturale del clima.
La biodiversità deve essere dunque protetta per il suo valore intrinseco e per i servizi ecosistemici che ci offre, da cui dipende la nostra stessa esistenza.


Le cause principali della perdita di biodiversità sono: